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Cooperazione: Chiodi, Ipa Adriatico rafforza l’integrazione Ue

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Fonte: ANSAmed

"La potenzialità maggiore di Ipa è l'azione di sistema e la messa in rete degli interventi finanziati, sia con Fondi Strutturali che Nazionali, nei territori dell'Area Adriatica in alcuni settori strategici come trasporti, Pmi, turismo e soprattutto ambiente". Così il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, ha commentato le potenzialità del Programma comunitario di cooperazione transfrontaliera "CBC IPA Adriatico" (2007-2013).

Il pensiero di Chiodi è importante non solo perché l'Abruzzo è tra le regioni e gli stati coinvolti nel programma, ma anche perchè è quella capofila. "Tra i settori strategici particolare attenzione viene data al mare che costituisce l'elemento che definisce la cooperazione nell'Area adriatica di cui al programma operativo Ipa Adriatico" - ha continuato il governatore abruzzese, il quale relativamente all'impatto del programma di Cooperazione in particolare del Transfrontaliero Adriatico, ha sottolineato "che non è tanto l'impatto finanziario, seppur considerevole, sottolineo che il Programma vale circa 290 milioni di euro, ad essere importante, ma soprattutto l'integrazione strategica e politica dei territori coinvolti che, ricordo sono le sette regioni dell'Adriatico e i sette Stati della sponda Adriatica di cui due Stati Membri e cinque tra Stati in adesione e pre-adesione".

"Ipa Adriatico" coinvolge gli Stati Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania, Serbia e Grecia e le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Molise: mira alla integrazione e allo sviluppo finanziando progetti nei settori culturale, turistico, ambientale ed infrastrutturale. Per Chiodi, Ipa è prezioso per preparare alcuni Paesi all'ingresso nell'Ue.

"Con l'esperienza vissuta in questo periodo di programmazione e con il continuo lavoro quotidiano con gli altri Stati coinvolti nel Programma Ipa Adriatico, dobbiamo constatare che molti di essi, seppur non ancora membri Ue, hanno fatto passi da gigante nella logica dell'integrazione Europea, penso ad esempio al passo fatto dall'Albania piuttosto che dal Montenegro, rispetto agli altri Stati che già erano in una fase avanzata di pre-adesione.

In riferimento all'azione dell'Abruzzo, il governatore ha spiegato "che la Regione Abruzzo nel precedente periodo di programmazione 2000-2006 e nell'attuale periodo 2007-2013 ha ricoperto l'importante ruolo di Autorità di Gestione, definendo i Programmi e concertando con gli Stati gli obiettivi strategici degli stessi, di cui sin dall'inizio della Programmazione Interreg e, come confermato dalla Programmazione Ipa, il più importante è la costituzione di una Macro Regione Adriatica, quindi in qualche modo siamo stati precursori di quello che poi successivamente è stata la politica dell'area allargata definita dall'Ue, argomento in discussione in vista del futuro delle politiche di coesione, ovvero la Macro regione Adriatica".

"Sin dall'inizio la mia Regione ha creduto in questi sviluppi territoriale e strategici, partecipando attivamente alla costituzione della Euro Regione Adriatica - ha continuato -, ma soprattutto garantendo che, attraverso l'attuazione del Programma Ipa Adriatico, l'obiettivo strategico della Macro Regione Adriatica venisse attuato e consolidato nelle coscienze dei vari territori. La Macro Regione Adriatica per il futuro delle politiche di coesione, così come indicato in Europa 2020, costituirà il luogo ideale per la definizione e l'attuazione delle politiche di cooperazione e di vicinato al fine di consentire una maggiore integrazione geografica ed economica dei territori coinvolti anche risolvendo - ha concluso - aspetti di marginalità degli stessi territori, come le aree di confine ed interne che maggiormente subiscono una scarsa coesione socio-economica".