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Italia-Russia: sulle monete Bari e S. Nicola, per l’anno incrociato

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L'anno incrociato della lingua e della cultura tra Italia e Russia è stato suggellato con il conio di tre monete, una della Zecca italiana e due di quella russa. Protagonista delle immagini Bari, con la sua cattedrale e la sua chiesa di san Nicola, storica meta dei pellegrini russi in una città vocata ad essere ''una porta verso l'Oriente'', come ha sottolineato l'ambasciatore italiano a Mosca Antonio Zanardi Landi durante la presentazione dell'iniziativa. 

Alla cerimonia è intervenuto anche il primo vicegovernatore della Banca centrale russa Georgy Luntovski, padre dell'idea, che ha annunciato la possibile emissione in futuro di una serie di monete dedicate agli architetti italiani, tra cui quelli che hanno lasciato la loro impronta indelebile a Mosca (a partire dal Cremlino) e a San Pietroburgo: Rossi, Rinaldi, Quarenghi, Rastrelli.

L'ambasciatore ha sottolineato come iniziative del genere contribuiscano a ''rafforzare l'intesa e la cooperazione tra i due Paesi sul piano culturale e spirituale'' e ha ricordato che alcuni esemplari delle monete commemorative sono state donate al patriarca di Mosca Kirill. Le monete, che hanno una tiratura limitata, saranno oggetto di interesse anche di collezionisti e investitori.

Quella italiana, in argento e del valore nominale di dieci euro, presenta sul dritto la facciata esterna dell'antica Basilica di San Nicola a Bari, il santo più venerato dai russi, mentre sul retro c'è un guerriero a cavallo, un particolare del fregio della lunetta del protiro nel portale Maggiore. Quella ''parallela'' russa, invece, in argento e del valore nominale di due rubli (tiratura di 10 mila pezzi), propone nel dritto San Giorgio a cavallo che uccide il drago e sul retro la chiesa ottocentesca di San Nicola di Bari, tempio-ostello dei pellegrini russi, donato nel 2009 dallo Stato italiano a quello russo alla presenza del presidente Giorgio Napolitano e del leader del Cremlino Dmitri Medvedev. Su entrambe le monete appare l'iscrizione, rispettivamente in italiano e in antico russo, che ricorda l'anno incrociato della cultura.

La zecca russa ha coniato in mille esemplari anche una moneta più' grande da 25 rubli, in oro e argento: sul dritto lo stemma della Banca di Russia (un'aquila a due teste con le ali spiegate), sul retro l'immagine dell'icona di San Nicola sopra le bandiere italiana e russa e con sullo sfondo la città di Bari e il monastero di Serghiei Posad, la Vaticano russa.

Alla presentazione, nella residenza dell'ambasciata italiana a Mosca, sono intervenuti anche rappresentanti del sindaco di Bari, della Banca d'Italia, del Poligrafico russo e il direttore dell'Istituto italiano di cultura Adriano Dell'Asta, che ha sottolineato le radici popolari di San Nicola raccontando un'antica leggenda russa.