Cerca nel portale

Regioni

Regione Valle D'Aosta Regione  Piemonte Regione Lombardia Regione  Trentino Alto Adige Regione Veneto Regione  Liguria Regione Emilia Romagna Regione Toscana Regione Umbria Regione Marche Regione Lazio Regione  Abruzzo Regione  Basilicata Regione Campania Regione Molise Regione Puglia Regione Calabria Regione Sicilia Regione Friuli Venezia Giulia Regione Sardegna

AREA SOCI

Puglia-Libano: l’integrazione dell’area mediterranea per lo sviluppo

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaEmail

Fonte: Europuglia

8 missioni condotte, 11 esperti al lavoro, 11 mesi di assistenza tecnica e coordinamento del progetto, 100 donne libanesi coinvolte, 60mila euro il contributo economico della Puglia, 1728 ore tra formazione, workshop, visite ed incontri. Questi i numeri del progetto "La Puglia per il Libano 2010 – Art Gold Programme", sostenuto dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, nel quadro degli interventi finanziati dalla Legge 20/2003, e dall’UNDP - Libano.

“Siamo lieti che il progetto abbia prodotto risultati così positivi – ha commentato l'assessore Silvia Godelli a conclusione del Seminario istituzionale tenutosi ieri a Bari, dal titolo “Puglia- Lebanon cooperation in favour of the women for the local development. Handicraft and food processing as keys of the territory sustainable promotion” – L’augurio è di poter dare nuove prospettive per il prosieguo delle attività attraverso ulteriori finanziamenti europei, magari quelli riservati alla sponda sud del Mediterraneo”.

La Godelli ha continuato il suo intervento sottolineando che “l’integrazione dell’area mediterranea deve essere il vero obiettivo per lo sviluppo, anche per uscire dalla crisi finanziaria globale. Piccoli progetti di cooperazione, come questo per il Libano, non hanno l’ambizione di cambiare la situazione generale. Non basta parlare di pace. Bisogna piuttosto costruire le condizioni per la pace, sviluppare conoscenze, rinforzare la fiducia reciproca ed abbattere pregiudizi ancora esistenti verso i paesi arabi”.

A sostenere l’idea dell’assessore al Mediterraneo anche Serenella Molendini, consigliera regionale per le pari opportunità che, ribadendo il ruolo della Puglia nel riconoscimento alla donna della legge del cambiamento, si è soffermata su come “sia sbagliato imporre modelli di sviluppo nelle politiche di cooperazione. La chiave di svolta sta nel rivalutare la centralità e l’identità locale dei paesi partner, condividendo insieme progetti e percorsi”. La cooperazione, dunque, intesa come “modello” perché raccoglie le posizioni della società civile e come “obiettivo di pace”, di cui le donne fondamentalmente sono portatrici.

Ed infatti, come testimoniato dalle parole di Vito Savino, Direttore della Facoltà di Agricoltura dell’Università di Bari, e Adnan Nasserdine, Direttore del Dipartimento Centrale per i Centri di Sviluppo Sociale del Ministero delle Politiche Sociali Libanese, il lavoro svolto attraverso il progetto "La Puglia per il Libano 2010 – Art Gold Programme" conferma la strategia vincente delle attività in rete, a sostegno della creazione di impresa femminile nei settori dell'artigianato e dell'agroalimentare.

Tante le figure professionali a cui va il merito per la buona riuscita del progetto: Francesco Bicciato, Responsabile del Programma Art Gold Libano, Flavia Chirianni, dirigente Ufficio Pace, intercultura, Reti e Cooperazione Territoriale Europa del sud e Mediterraneo – Regione Puglia, Maria Ancona, consulente dell’Unops, Marie Helene Kassardjian, AGL Beirut South Suburbs Area Manager, Walid Atallah, AGL West Bekaa Area Manager. Fondamentale il ruolo dell’Associazione di promozione sociale Sud Est Donne di Conversano e del Centro Ricerche e Sperimentazione Agricola "Basile Caramia" di Locorotondo, i cui membri sono stati impegnati in missioni tecniche a Beirut Sud e nella West Bekaa.

La missione conclusiva del progetto terminerà in questi giorni in Puglia. Agli ospiti libanesi saranno illustrati esempi di buone prassi in campo sociale e imprenditoriale e sarà data la possibilità di incontrare rappresentanti di istituzioni regionali e locali, pubbliche e private, del territorio regionale.