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Strategia di Allargamento: presentata la relazione 2010

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Fonte: Europa Regioni

L’adesione di nuovi paesi continua ad essere una priorità politica per l’UE e i 27 Stati che ne sono ora membri. La pace, la sicurezza, la crescita economica e il peso politico dell’Unione europea non possono che essere rafforzati da un suo ulteriore allargamento. La relazione 2010 sulla strategia di allargamento fa il punto della situazione per i paesi dei Balcani occidentali, l’Islanda e la Turchia e suggerisce come assistere i candidati a realizzare le riforme necessarie per aderire all’UE. L’UE ha stanziato 11,6 miliardi di euro per il periodo 2007-2013 per sostenere il processo di preparazione ed ha già concesso ai paesi interessati il libero accesso al suo mercato unico per la maggior parte delle loro esportazioni, un aiuto prezioso per paesi impegnati a superare le dure conseguenze della crisi economica mondiale.

Rimangono alcuni problemi importanti, quali il consolidamento dello Stato di diritto, la riforma della pubblica amministrazione, la libertà di espressione e le condizioni di alcuni gruppi sociali emarginati. I paesi nati dalla disgregazione della Iugoslavia devono anche risolvere le questioni che ancora li dividono.

La Commissione raccomanda che l’UE avvii i negoziati con il Montenegro e gli attribuisca lo status di paese candidato, se compierà ulteriori passi avanti. I negoziati potrebbero essere avviati anche con l’Albania, ma solo se il paese realizzerà dei progressi in una serie di settori chiave. La Croazia è già nella fase finale dei negoziati, ma deve ancora soddisfare alcuni requisiti in materia di indipendenza del potere giudiziario e di diritti fondamentali. Per la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, si è ancora in attesa della decisione dei governi dell’UE sull’avvio o meno dei negoziati di adesione. La Serbia ha presentato formale domanda di adesione all’UE nel dicembre 2009. Il mese scorso, i governi dell’UE hanno invitato la Commissione a esprimere il suo parere in merito. Il Kosovo, candidato potenziale, non ha ancora presentato una domanda di adesione, ma sta compiendo dei passi preliminari in tal senso. Lo stesso vale per la Bosnia-Erzegovina. Le riforme necessarie continuano però ad essere bloccate da dissidi politici interni. La Turchia, dal canto suo, sta rivedendo la sua costituzione per adeguarsi agli standard dell’UE, ma deve ancora risolvere la sua disputa su Cipro. L’Islanda, che ha aperto quest’anno i negoziati con l’UE, ha il vantaggio di far parte dello Spazio economico europeo e di aver aderito all’accordo di Schengen sull’abolizione delle frontiere.