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UE: liberalizzati i visti per cittadini bosniaci e albanesi

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Fonte: Tribuna Economica

I cittadini della Bosnia e dell'Albania, titolari di passaporti biometrici, potranno presto (probabilmente dal 15 dicembre) circolare nello spazio Schengen e soggiornarvi tre mesi senza dover richiedere il visto. Questo quanto scaturito dalla sessione del Consiglio "Giustizia e affari interni" dell'8 novembre, nel corso della quale i Ministri hanno adottato una modifica al regolamento che stabilisce l'elenco dei paesi terzi cui si applica il regime di esenzione dal visto.

euPer ottenere l'esenzione dal visto per lo spazio Schengen (che comprende tutti gli Stati membri dell'UE, ad eccezione di Regno Unito e Irlanda, nonché altri tre paesi non appartenenti all'UE, ossia Islanda, Norvegia e Svizzera), i due Stati balcanici hanno dovuto soddisfare una serie di criteri, enunciati nelle cosiddette "tabelle di marcia" da essi elaborate assieme agli Stati membri dell'UE e alla Commissione europea.

I due paesi candidati al regime di esenzione dal visto hanno dovuto realizzare una serie di importanti riforme, in particolare migliorare la loro capacità di lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, la sicurezza dei passaporti e i controlli alle frontiere. L'Unione Europea, che annovera la stabilità, la pace e la prosperità nei Balcani occidentali tra le sue massime priorità, ha collaborato alla realizzazione di questi indispensabili cambiamenti e fornito l'assistenza tecnica e finanziaria necessarie.

Per garantire il buon funzionamento del regime di liberalizzazione dei visti e prevenire il rischio di eventuali abusi in materia di procedure di asilo, la Commissione Europea verificherà ora le modalità attuate dall'Albania e dalla Bosnia-Erzegovina nella gestione delle frontiere, della sicurezza dei documenti e dei flussi migratori tra l'UE e i loro territori. Controllerà inoltre in che modo questi paesi applicano gli accordi di riammissione conclusi con l'UE.

La liberalizzazione dei visti è parte integrante della cosiddetta "Agenda di Salonicco", adottata nel 2003 e intesa a ravvicinare gli Stati dei Balcani occidentali all'UE ed è stata una delle priorità del Ministro Frattini, che ha lanciato questo processo politico da Bruxelles nel gennaio 2008 quando era Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza.
"L’augurio e il desiderio dell’Italia – ha affermato il Ministro - è che la decisione sia un ulteriore importante tappa verso l’obiettivo più ambizioso della piena integrazione dell’Albania, della Bosnia e degli altri Paesi della regione nell’Unione Europea”.