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Ue: l’Euroregione Alpi-Mediterraneo rilancia la sfida alla crisi

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“Di fronte all’attuale crisi economica, finanziaria e sociale è urgente fare sistema, e procedere uniti, istituzioni e realtà produttive, per sostenere lo sviluppo del territorio: l’Euroregione Alpi-Mediterraneo intende rispondere proprio a queste esigenze”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Valerio Cattaneo, ha aperto il convegno “Cooperazione territoriale e politiche di sviluppo dell’Euroregione Alpi Mediterraneo”.

Cattaneo ha spiegato che “le regioni partner dell’Euroregione, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria sul versante italiano e Rhône-Alpes e Provence-Alpes-Côte d’Azur (Paca) su quello francese, hanno un peso rilevante in Europa, con i loro 17 milioni di abitanti, i circa 500 miliardi di Pil e una superficie intorno ai 110 mila kmq. L’obiettivo da raggiungere per l’Euroregione è duplice: interno, per l’elaborazione di una strategia congiunta di sviluppo economico e sociale; esterno, per promuovere e sostenere gli interessi comuni di fronte alle Istituzioni europee”. Il Consiglio regionale del Piemonte dopo il protocollo d’intesa fra le cinque regioni partner siglato già nel 2007, ha creduto nell’iniziativa ed ha approvato, nel 2009, la legge regionale n. 32 “Istituzione del gruppo europeo di cooperazione territoriale Euroregione Alpi Mediterraneo”. Il presidente Cattaneo ha pure ricordato che nell’incontro del 10 luglio a Bruxelles la Conferenza dei presidenti dell’Euroregione ha presentato un documento sul futuro della politica di coesione europea accolto favorevolmente dal Commissario europeo per la Politica regionale Johannes Hahn in vista della nuova programmazione per il periodo 2014-2020.

Gilbert Abras, vicepresidente del Csir Alpi-Arco Lemano, ha introdotto i relatori parlando della “necessità di un Osservatorio del mercato del lavoro transfrontaliero e di contratti di lavoro transnazionali, come nel caso del tunnel del Monte Bianco”. Dopo la relazione di Luciano Caveri, membro del Comitato delle Regioni, già presidente della Regione Autonoma Val d’Aosta che ha rilevato le “carenze delle istituzioni europee nell’affrontare la crisi già dal 2008”, è intervenuto Roberto Cota, presidente della Giunta regionale e della Euroregione Alpi Mediterraneo. Cota ha affermato che “gli Stati nazionali non possono essere più una camicia di forza per territori omogenei con forti affinità culturali e con sistemi socio economici analoghi, come nel caso della Macroregione alpina che ingloba 70 milioni di abitanti nel cuore produttivo d’Europa. All’interno di un sistema che si globalizza la cooperazione tra territori omogenei è parte del diritto di autodeterminarsi”. Luca Visentini, segretario della Confederazione europea sindacati (Ces), è intervenuto per parlare a favore di una dimensione “non più locale dello sviluppo” e per rilevare che “l’indebitamento più che essere causa della crisi è causato dalla crisi ed è cresciuto per salvare le banche”.

Hanno poi preso la parola Ermanno Maritano di Confindustria Piemonte, Gianluca Poggi, direttore dell’Ance Piemonte, Elisabeth Legac, segretaria della CFDT della Rhône-Alpes, Claudio Tecchio, vicepresidente del Csir e rappresentante di Cisl Piemonte e Guido Corniolo, segretario generale Savt. Ha chiuso i lavori Domenico Checco, presidente del Consiglio sindacale inter regionale (Csir) Rhône-Alpes (Alpi)/Piemonte/Arco Lemano (Italia – Francia – Svizzera), sottolineando l’importanza “della collaborazione tra le quindici confederazioni sindacali che compongono il Consiglio sindacale interregionale nato per appoggiare l’importante dialogo tra sindacati, istituzioni e organizzazioni del mondo imprenditoriale”.