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Cooperazione, l'Italia conferma il suo impegno nelle aree di crisi

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Fonte: Il Velino

Il Sistema Paese conferma il suo impegno nelle aree di crisi nel mondo. Lunedì 8 novembre si terrà il Comitato direzionale per la Cooperazione allo sviluppo, nel quale verranno proposte per l’approvazione una serie di iniziative rivolte prevalentemente alle aree di crisi. Per quanto riguarda Il Medio Oriente, la parte del leone la farà l’Iraq, dove è prevista la presentazione di un pacchetto di interventi sia sul versante multilaterale sia su quello bilaterale. Innanzitutto ci sarà un contributo del valore di tre milioni di euro a Unido (l’agenzia Onu per lo sviluppo industriale) per la pianificazione di zone industriali nel paese mediorientale che permettano al governo di Bagdad di intervenire sulle infrastrutture e l’economia. L’attenzione sarà focalizzata in particolare sulle aree che offrono potenzialità di sviluppo per gli scambi internazionali, soprattutto il commercio marittimo. A questo proposito, l’iniziativa sarà complementare al progetto iracheno di costruzione del porto di al Fao. La sua pre-progettazione è stata affidata a un consorzio di imprese italiane per 50 milioni, che ha già cominciato a lavorare e dovrà ultimare le operazione entro i primi mesi del 2012. Al termine si procederà all’affidamento della progettazione di dettaglio.

L’idea è creare a Bassora, nella provincia di Dhi Qar, un grande hub, un centro di smistamento delle merci che dovrebbe essere pari per capacità alla somma di tutti i porti italiani. In questo contesto, il progetto Unido sarà quello di contribuire a costituire nell’entroterra una rete sostenibile di gestione, stoccaggio e trasporto delle merci nel Mediterraneo. Inoltre, verrà presentato un contributo volontario straordinario all’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) del valore di un milione e 400 mila euro da destinare a interventi a sostegno dei rifugiati e sfollati iracheni. In particolare, per realizzare un corso di diritto Umanitario che permetta il loro rientro nelle case alle migliori condizioni. Sempre sul multilaterale, è prevista l’approvazione di un contributo di due milioni e 700 mila euro per due progetti di formazione sul settore agricolo. Il primo con lo Iam (Istituto agronomico del Mediterraneo) di Bari e il secondo con l’Icarda siriana (International center for agricultural desease in the dry areas).

Per quanto riguarda il canale bilaterale, invece, l’Iraq – in relazione soprattutto al progetto del porto di al Fao – aveva segnalato all’Italia la carenza di personale specializzato. Di conseguenza, la direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo presenterà al Direzionale un progetto da circa un milione e 500 mila euro per la formazione di specialisti di altissimo livello: questi saranno soprattutto ingegneri, che si occuperanno della progettazione e costruzione della struttura, ed esperti per la gestione del traffico delle merci e la pianificazione. L’Italia mantiene ormai da anni con l’Iraq rapporti privilegiati, tanto che il nostro paese è in ambito europeo il primo partner commerciale di Bagdad. Inoltre, nel 2010 sono state riviste le priorità d’intervento e rimodulate sui settori in cui siamo in grado di avere un valore aggiunto rispetto agli altri donatori: questi sono l’agricoltura, l’irrigazione, lo sviluppo della Piccola e media impresa (Pmi) e la sanità.

Sempre per il Medio Oriente, ci sarà anche un’iniziativa da un milione e 800 mila euro per il Libano, destinato all’agricoltura. Si tratta del Programma nazionale di miglioramento della qualità dell’olio d’oliva e alle azioni di contrasto del fitoplasma delle drupacee (mandorli e piante nettarine). In dettaglio i fondi, che verranno gestiti secondo il principio di ownership dal ministero dell’Agricoltura di Beirut, serviranno per formare il personale tecnico e lo staff degli uffici regionali del dicastero (in quattro aree) e per alcune iniziative tra cui la creazione di un laboratorio nazionale di settore. Al progetto, peraltro, contribuiscono anche le autorità del paese dei cedri con un finanziamento pari a 330.220 euro. Sul versante dell’Asia, l’attenzione continua a essere tutta concentrata sull’Afghanistan e il Pakistan. In particolare, con riferimento al primo paese, al Direzionale verranno presentati due contributi volontari straordinari ad altrettanti organismi internazionali. Il primo, pari a quattro milioni di euro, è all’agenzia Onu per lo sviluppo internazionale (Undp) e in particolare è dedicato al Trust fund per la reintegrazione. Il secondo, anch’esso da quattro milioni, è destinato all’Afghanistan trust fund per la ricostruzione della Banca Mondiale.

Infine, l’Italia ha risposto all’appello delle Nazioni Unite sull’emergenza alluvioni, contribuendo con un milione di euro alla Fao (Food and agriculrutal organizazion) e all’Unifem (l’agenzia Onu per le donne). In Pakistan è prevista per il prossimo 11 novembre la visita del ministro degli Esteri, Franco Frattini. Per quanto riguarda l’Africa, verranno presentati per l’approvazione due progetti in Tunisia da nove e sei milioni di euro per la protezione del patrimonio culturale e l’ambiente e inoltre, un investimento sull’università mozambicana di Mondlane (circa cinque milioni) per il sostegno all’ateneo. A questo proposito, prossimamente verranno indette gare per la partecipazione al progetto di Università italiane e locali. In Kenya, invece, ci sarà un’iniziativa da un milione e 200 mila euro dedicata ad acqua, irrigazione e al sostegno delle Pmi locali, mentre in Senegal un programma triennale da 900 mila euro per il supporto all’Agenzia di sviluppo decentrato del paese africano.

Per il Sudafrica verrà proposto un progetto sanitario a Easter Cape sulla prevenzione e i vaccini del valore di un milione e 100 mila euro, mentre in Sudan un’iniziativa di assistenza tecnica per la formazione di personale sanitario e il rafforzamento salute primaria a Kassala (circa due milioni). Grande importanza, infine, verrà data alla Somalia con interventi sia multilaterali sia sul canale emergenza. Nel primo caso, verrà proposto un contributo di quasi un milione di euro a Unops per il sostegno degli ospedali locali. Altri 866 mila euro saranno destinati a Undp e Un Habitat per la riqualificazione di alcuni distretti e quartieri di Mogadiscio e due milioni e 236 mila euro al sostegno delle rifugiate somale a Gibuti. L’iniziativa verrà svolta in collaborazione con l’Inmp San Gallicano (Istituto nazionale per la promozione dei popoli migranti e per il contrasto delle malattie della povertà) ed è tesa soprattutto al contrasto delle mutilazioni genitali femminili.

Per quanto riguarda il canale emergenza legato alla Somalia, ci sarà un contributo volontario straordinario al Trust common hummanitarian Fund, di cui il tesoriere è Undp e il coordinamento è affidato all’Ocha, l’ufficio per il coordinamenti degli affari umani delle Nazioni Unite (Ocha). Al Direzionale, comunque, continuerà anche il processo di razionalizzazione avviato recentemente. In particolare la Dgcs lavorerà per stilare procedure più trasparenti, anche per le missioni brevi e verranno riviste e aggiornate le linee guida sulla Comunicazione, esercizio richiesto dall’Ocse/Dac. In particolare si discuterà di quelle relative alle politiche inclusive, di genere e di empowerment della donna.