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Marini. Politica di coesione resti misura per tutte le Regioni UE

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“Con l’avvio del percorso di definizione del nuovo quadro finanziario post 2020 le Regioni italiane ribadiscono l’importanza delle politiche di coesione e delle politiche di sviluppo rurale: due grandi ambiti su cui tutte le regioni europee, ma in modo particolare quelle italiane, hanno evidentemente un grande interesse”, a spiegarlo è Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria e coordinatrice della Commissione Affari Europei per la Conferenza delle Regioni.

 

“Con il Documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul futuro Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea - che il Presidente Bonaccini ha già inviato a Gentiloni, Padoan e Gozi - vogliamo richiamare l’attenzione sulla necessità di evitare che nel nuovo quadro finanziario - ha proseguito Marini - da un lato l’impatto della “Brexit”, dall’altro l’ingresso di materie che fino ad oggi non avevano adeguate risorse a livello di Unione Europea - pensiamo ai temi della difesa, della lotta il terrorismo, dell’immigrazione - vadano ad impattare principalmente ed essenzialmente sui fondi che riguardano proprio la politica di coesione e lo sviluppo rurale. E questo è il ‘cuore’ del nostro documento. Il secondo tema, comunque molto importante, è legato alla recente comunicazione della Commissione Europea nella quale si comincia a far intendere che la politica di coesione possa essere semplicemente uno strumento di riequilibrio verso le regioni meno sviluppate. Una impostazione riduttiva che non condividiamo perché la politica di coesione è sempre stata una politica per tutte le Regioni europee. I temi degli investimenti, della crescita, dell’attivazione di posti di lavoro – ha concluso la Presidente dell’Umbria - rappresentano interessi comuni per tutte le Regioni. Per questo auspichiamo che la politica di coesione resti una misura universalistica per tutte le Regioni europee, non solo per quelle in ritardo di sviluppo”.

 

 

Sintesi della posizione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea 2021-2027

 

La Conferenza delle Regioni esprime forte preoccupazione circa gli scenari che si prospettano nella Comunicazione della Commissione europea con riferimento, in particolare, alla politica di coesione.

 

La Conferenza ritiene che il futuro Quadro finanziario pluriennale (QFP) della UE debba essere ispirato al rilancio del processo di integrazione europea, privilegiando l’approfondimento dell’integrazione e una visione europea delle politiche di sviluppo.

 

L’Unione europea dovrà disporre di risorse adeguate che le consentano di rispondere senza rinunciare a programmare politiche di sviluppo efficacemente alle nuove sfide, ambiziose e capaci di sostenere la competitività del mercato unico e di accrescere il benessere dei cittadini europei, riducendo “il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e del ritardo delle regioni meno favorite”.

 

Per un effettivo rilancio del progetto europeo, il nuovo QFP deve rappresentare, dunque, il quadro di riferimento per politiche con un valore aggiunto europeo, orizzontali e destinate a tutte le Regioni europee. […]

 

La Conferenza sollecita l’Unione europea a dotarsi di una politica di coesione post 2020 ambiziosa con un finanziamento almeno pari ai livelli attuali […] La politica regionale di sviluppo e coesione e la politica di sviluppo rurale sono le principali politiche europee di investimento che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020. Ridurre l’impegno del bilancio europeo in queste politiche significa rinunciare ad un ruolo dell’Unione a sostegno della crescita e dell’occupazione in tutte le su Regioni.

 

[…] Il metodo della programmazione e il forte coinvolgimento degli enti territoriali, propri della politica di coesione e della politica di sviluppo rurale, consentono di progettare uno sviluppo integrato e complessivo, con strumenti flessibili capaci […] Per questa ragione, la Conferenza ritiene prioritario mantenere un finanziamento ambizioso ad una politica regionale, comprensiva degli interventi per il capitale umano e l’inclusione sociale, confermando la sua vocazione orizzontale e unitaria, che la rende capace di declinare in maniera integrata le politiche settoriali.

 

[..] In ogni caso che il futuro QFP non comporti una diminuzione delle risorse assegnate alla politica di coesione in favore di altri capitoli di spesa, inclusi nuovi programmi e iniziative comunitarie, i cui obiettivi possano essere realizzati attraverso i fondi SIE.

 

Fonte: Regioni.it