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Stop alla poliomielite, per sempre

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La poliomielite, una delle malattie infettive più temibili che colpisce soprattutto i bambini con meno di cinque anni che vivono in zone povere e disagiate causando morte o disabilità permanente, può essere definitivamente debellata sul nostro pianeta.

 

Negli ultimi 25 anni, grazie ai programmi di vaccinazione, il numero dei casi si è progressivamente ridotto fino a soli 37 casi registrati nel 2016: la malattia è ormai concentrata solo in tre paesi del mondo - Pakistan (20 casi), Afghanistan (13 casi), e Nigeria (4 casi). La comunità internazionale è impegnata a eradicare la polio rafforzando i programmi di vaccinazione per interrompere la circolazione del virus nei tre paesi a rischio e aumentare l’immunità della popolazione.

 

Nel 1988 fu lanciata l’iniziativa globale per l’eradicazione della poliomielite – la Global Polio Eradication Initiative (GPEI) – finanziata da donatori pubblici e privati con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e UNICEF incaricate di realizzare l’iniziativa sul campo in collaborazione con i Ministeri della Salute dei Paesi partner.

 

Come approvato nel corso del Comitato Congiunto della Cooperazione allo Sviluppo dello scorso 29 settembre, AICS erogherà alle due Agenzie internazionali un contributo complessivo pari a 4.5 milioni euro per contribuire al programma di eradicazione della polio: 1,25 milioni rispettivamente a UNICEF e WHO in Afghanistan, e 1 milione ciascuno alle due Agenzie in Pakistan.

 

I due Paesi sono considerati, ai fini dell’eradicazione, come un unico blocco epidemiologico a causa degli intensi flussi transfrontalieri di nomadi, migranti e lavoratori stagionali. L’impegno italiano era stato annunciato nel luglio 2017 alla Rotary Convention tenutasi ad Atlanta, dove i maggiori donatori per la salute globale avevano dichiarato un contributo complessivo pari a 1,2 miliardi di USD per finanziare il programma GPEI.

 

Il Pakistan è un Paese a basso-medio reddito, prioritario per la Cooperazione italiana in ragione della perdurante instabilità politica, economica e sociale. È il sesto paese più popoloso della terra (190 milioni di abitanti nel 2015) con 38 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni che necessitano di essere raggiunti dal programma di vaccinazione.

 

Anche in Afghanistan, il Paese che riceve il maggior volume di finanziamenti da parte della Cooperazione Italiana, l’eradicazione della polio rappresenta una priorità e il target è rappresentato da quasi 10 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni.

 

In entrambi i Paesi, i programmi nazionali di azione contro la polio prevedono di raggiungere una copertura di almeno il 90% necessaria a interrompere la trasmissione del virus e garantire l’immunità “di gregge”.

 

I partner lavorano nell’ambito di piattaforme comuni (“One Team under One Roof”) sotto la direzione dei Governi nazionali e provinciali. I piani di azioni prevedono giornate nazionali e subnazionali di vaccinazione, attività di outreach nelle comunità meno accessibili, e presidi fissi nei punti di valico dove vaccinare i bambini delle famiglie in transito. Sono previsti team mobili per effettuare le vaccinazioni porta a porta, e per raggiungere la popolazione target nelle aree più remote viene utilizzata una strategia vaccinale community-based (CBV) che fa leva su personale locale volontario, in gran parte femminile. Questo approccio permette di ovviare alle difficoltà esistenti nelle aree rurali dove, a causa dell’organizzazione tribale, i team composti da personale maschile non sono usualmente ben visti. Per sensibilizzare le comunità sono stati coinvolti anche gli Ulema, le autorità religiose.

 

Il programma prevede l’utilizzo sia del vaccino antipolio orale bivalente sia del vaccino antipolio iniettabile. Come dimostrano le evidenze scientifiche, il vaccino orale bivalente a differenza di quello orale trivalente, riduce al minimo il rischio di circolazione del poliovirus che può derivare dal vaccino, mentre il vaccino iniettabile è molto efficace nel proteggere i bambini sia dal poliovirus selvaggio che da quello derivante dal vaccino orale.

 

Il contributo italiano sia in Pakistan che in Afghanistan contribuirà a migliorare la qualità delle campagne vaccinali antipolio attraverso il coinvolgimento delle comunità, le attività di formazione del personale e la strategia CBV, svolgere attività di outreach nelle comunità più remote e deprivate, e vaccinare i bambini nei punti di transito.

 

L’AICS parteciperà alle attività di verifica dei risultati e agli incontri dell’organismo di monitoraggio del programma globale, costituito su richiesta dell’Assemblea Mondiale della Sanità, oltre che ai forum internazionali cui partecipano tutti gli stakeholder della strategia di eradicazione della poliomielite. La definitiva cancellazione di questa malattia rappresenterà un successo per la salute globale simile a quello conseguito con il vaiolo nel secolo scorso.

 

Fonte: Aics - di Enrico Materia, Responsabile AICS Sviluppo Umano