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Eco-Innovazione: su 46 finalisti, 9 italiani

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Sui 46 progetti finalisti del bando 'Eco-innovation' dell'Ue, nove sono guidati o includono aziende italiane. E' quanto emerge dalle prime anticipazioni sulla gara dell'edizione 2011, che vedono spagnoli e italiani come i più agguerriti nel campo di nuovi prodotti e tecniche 'amici dell'ambiente” e pronti a partire sul mercato. Ma per diffondere il più possibile su vasta scala soluzioni verdi nell'Unione europea, Bruxelles promuove soprattutto le squadre che operano in sinergia fra più paesi e lanciano insieme una sola proposta.

Ecco allora che fra i finalisti dell'edizione 2011, con la chance di vincere il cofinanziamento dell'Ue, sono tanti i progetti con diversi partner europei in pista. È made in Italy l'idea di un superfiltro per l'acqua potabile che rimuove l'arsenico, mentre un team che unisce italiani, danesi e spagnoli vuole usare gusci di nocciole e la buccia delle fave di cacao per produrre cartoni da imballaggio.

Da una squadra italo-tedesca poi potrebbe arrivare una rivoluzione nel settore delle lavatrici: una tecnologia 'spray' che riduce la quantità di acqua impiegata nel lavaggio, ma anche l'uso di energia e di sapone. Nel campo dell'edilizia invece un'idea italo-francese-britannica è quella di produrre un nuovo tipo di calcestruzzo, a base di fibre d'acciaio recuperate da vecchi pneumatici, che abbondano nelle discariche europee. 

"Ogni anno - racconta Beatriz Yordi, capo unità dell'agenzia esecutiva per competizione e innovazione (Eaci) della Commissione europea - abbiamo progetti con un valore aggiunto, specie in alcuni settori manifatturieri, come l'industria della ceramica, il riciclo della plastica o il tessile". Una volta realizzati, l'obiettivo per tutti è quello di riuscire ad arrivare al mercato. "Un buon terzo dei nostri progetti - spiega Yordi - vola sul mercato, questa è la nostra esperienza. Per altri ci vuole più tempo, ma quelli che toccano le linee di distribuzione poi vanno avanti da soli".