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Aiuto allo Sviluppo, al via il Forum mondiale in Corea del Sud

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Durerà tre giorni il più grande forum mondiale sull’aiuto allo sviluppo, durante il quale i rappresentanti dei governi, del settore privato e della società civile, provenienti da 160 paesi discuteranno di come rendere l’aiuto allo sviluppo più efficace. Il Quarto Foro di Alto Livello sull’efficacia dell’Aiuto (Forth High Level Forum on Aid Effectiveness HLF-4) segue il primo HLF sull’Armonizzazione tenutosi a Roma nel 2003, la Dichiarazione di Parigi del 2005 (HLF2) e l’Accra Agenda for Action (HLF-3) sottoscritta in Ghana nel 2008.

Oltre 2.500 delegati valuteranno i progressi realizzati nel campo dell’efficacia degli aiuti, condivideranno le esperienze globali capaci di produrre i migliori risultati e definiranno la nuova agenda per lo sviluppo. I temi trattati e le decisioni prese saranno riflesse nel documento finale del forum – Busan Outcome Document – che sarà sottoscritto l’ultimo giorno dell’incontro, giovedì 1 dicembre.

Tra le partecipazioni più significative quella del Presidente della Korea, Lee Myungbak, del Segretario di Stato U.S. Hilary Clinton, del Presidente del Rwanda, Paul Kagame, del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, della Regina Rania di Giordania, del Segretario Generale dell’Organizzazione per lo Sviluppo Economico e la Cooperazione, Angel Gurria, l’ex premier Britannico Tony Blair, attuale presidente della Africa Governance Initiative. La società civile sarà ampiamente rappresentata, con oltre 300 delegati provenienti da tutto il mondo e, per la prima volta, parteciperà a pieno titolo alle negoziazioni che porteranno alla stesura del documento finale.

I temi che verranno trattati includono: Titolarità e responsabilità dei processi di sviluppo (ownership e accountability), Sistemi-paese e rafforzamento delle istituzioni, valutazione dei risultati frammentazione, prevedibilità e trasparenza degli aiuti, sviluppo delle capacità, cooperazione Sud-Sud e cooperazione triangolare, cooperazione pubblico-privato.

I delegati ragioneranno su come massimizzare l’impatto degli aiuti in modo da produrre uno sviluppo reale e duraturo, prendendo spunto anche da alcuni esempi eccellenti come quello fornito dal “padrone di casa”, la Corea del Sud, che fino a pochi decenni fa era uno dei paesi più poveri, devastato dalla guerra, e che in poco tempo, anche grazie agli aiuti, è diventato una potenza mondiale e un importante donatore di aiuti. I partecipanti cercheranno anche di raggiungere un nuovo consenso sulle strategie e l’architettura della cooperazione post-Busan.

La società civile e i paesi del sud, in particolare i paesi africani, chiedono a gran voce che siano mantenuti e rafforzati gli impegni e gli obiettivi stabiliti a Parigi e ad Accra e in gran parte non ancora raggiunti, e che anche i nuovi paesi donatori (Cina, India, Brasile etc..) aderiscano ai principi e standard di efficacia internazionalmente riconosciuti. Inoltre, la società civile chiede nuovi impegni per una maggiore trasparenza, maggiore rispetto dei diritti umani e la creazione di uno spazio e di un ambiente favorevole alla crescita e al rafforzamento delle organizzazioni della società civile, in quanto attori fondamentali dello sviluppo.