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Dal convegno Ipalmo, appello per lo sviluppo della cooperazione

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Sostenibilità, riduzione dei costi energetici, sviluppo delle fonti rinnovabili, rilancio della cooperazione Nord-Sud. Sono queste le principali sfide che il Mediterraneo nella sua globalità dovrà affrontare nei prossimi anni per tutelare l'ambiente e garantire una qualità di vita degna a tutti i suoi cittadini. A ribadire questi imperativi, il convegno internazionale al Ministero degli Affari Esteri, organizzato dall'Ipalmo, l'Istituto per le relazioni tra l'Italia e i Paesi dell'Africa, America Latina, Medio e Estremo Oriente. 

In un Mediterraneo a due velocità, con una fascia meridionale che registra una crescita esponenziale della domand di energia elettrica - per soddisfare i consumi privati e lo sviluppo dei trasporti - e una sponda Nord alla continua ricerca di nuove fonti di approvvigionamento energetico, l'unica strada sembra essere quella del rafforzamento della cooperazione. Collaborazione, come ha sottolineato nel corso del suo intervento Benjamin Gallepe, senior manager di MedReg (network delle Autorità dell'Energia del Mediterraneo) - che deve essere innanzitutto tecnica e scientifica. ''Ma servono anche una maggiore coesione tra i partner delle due sponde per invogliare gli investitori stranieri a investire nel Mediterraneo e una importante apertura alla concorrenza''.

Tanti i progetti nel settore delle rinnovabili già avviati da alcuni Paesi della sponda Nord. ''L'Italia - ha anticipato a margine dell'incontro il direttore generale del ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio, Corrado Clini – sta valutando, insieme all'Egitto lo sviluppo di un programma per la riduzione dei consumi energetici nell'edilizia, mentre insieme al Marocco stiamo rafforzando la capacità locale nel settore della certificazione e dei sistemi di prova delle tecnologie per le fonti rinnovabili che è molto importante per creare un mercato regionale''. Ottime anche le relazioni con la Tunisia, dove sono in fase di realizzazione numerosi progetti. Tra i Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo, ha ricordato Clini, assieme al Marocco, ''la Tunisia è uno degli Stati dove la nostra collaborazione è più avanzata''.

Altro importante interrogativo per i Paesi del Sud è come poter conciliare lo sviluppo energetico con la tutela e il rispetto dell'ambiente e con la crescita eco-compatibile delle città. ''Non ci sono molte opzioni - ha ricordato Noura Laroussi, direttrice dell'Agenzia energetica della Tunisia - servono una diversificazione delle fonti energetiche, uno sviluppo tecnologico in grado di portare alla creazione di posti di lavoro fondamentali per evitare lo scoppio di nuove rivoluzioni, e una revisione della normativa vigente nei Paesi del Sud, in grado di farci inserire nelle logiche normative dell'Unione europea, così da consentirci di esportare la nostra energia verso la sponda Nord''. Serve, ha poi aggiunto, ''il rilancio di un partenariato win-win''. Il primo passo è quello di condividere know-how, la creazione di piattaforme dimostrative e nuovi incubatori per le imprese''.