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Rischio estinzione per 80 siti archeologici nei paesi in via di sviluppo

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Sono più di 80 i siti archeologici nei paesi in via di sviluppo che rischiano l'’estinzione a causa di incuria, cambiamenti climatici o sfruttamento. L'allarme viene dal “Global Heritage Fund”, una Ong statunitense, che li ha classificati sulla base dell'urgenza degli interventi e li ha messi su una mappa interattiva a disposizione di esperti e istituzioni.

Tra i siti più in pericolo, indicati con un contrassegno rosso mentre quelli un po' meno a rischio sono gialli e verdi, molti riguardano resti dell'antica Roma: si va dalla città turca di Allianoi, che ospita i più grandi bagni dell'Asia minore, all'anfiteatro di Durres, in Albania, il maggiore dei Balcani. In pericolo ci sono molti siti in Asia, come il minareto di Jam in Afghanistan minacciato dalla guerra o il tempio Khmer di Preah Vihear in Cambogia, ma anche in Sudamerica, come le piramidi peruviane di Pachacamac, danneggiate seriamente dall'inasprirsi degli effetti della corrente El Nino: "La distruzione del nostro patrimonio archeologico è una crisi silenziosa che sta avvenendo nei paesi in via di sviluppo - spiega Jeff Morgan, direttore del fondo - le immagini satellitari e i rapporti, tutti disponibili sulla mappa interattiva, mostrano chiaramente che abbiamo già avuto delle perdite incredibili negli scorsi 10 anni".

Nelle intenzioni dei creatori la mappa dovrebbe fare anche da 'sistema di allerta' per i siti in difficoltà, in caso ad esempio di disastri naturali. Il salvataggio e lo sviluppo delle aree archeologiche in difficoltà, ha sottolineato uno studio del fondo, porterebbe a 100 miliardi di dollari in incassi dal turismo.