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Piegalbs: “L’Italia creda di più nella politica degli aiuti”

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Fonte: ANSA

Lo ''0,16%'' del Pil fornito dall'Italia come Aiuto Pubblico allo Sviluppo ''è una scelta politica'' che pone una questione di ''credibilità: se credete nella cooperazione allo sviluppo dovete accrescere al più presto il vostro impegno''. Così il commissario Ue per lo Sviluppo Andris Piegalbs, in un'audizione alle commissioni riunite Esteri e Politiche Ue a Montecitorio, ha commentato il ritardo dell'Italia rispetto ai 'Millennium Goals', secondo i quali ciascun Paese firmatario deve erogare entro il 2015 lo 0,7% del Pil nazionale.

“È stato preso un impegno unanime - ha spiegato Piegalbs esortando il governo italiano a - investire di più” nella cooperazione allo sviluppo perchè ''se credete in questa politica, lo 0,16% del Pil non è abbastanza''. Più in generale, Piegalbs si è detto ''soddisfatto'' dei ''50 miliardi di euro - 40 attraverso gli Stati membri e 10 attraverso il bilancio comunitario - erogati l'anno scorso dai Paesi Ue'' nella cooperazione allo sviluppo. Un apporto che rappresenta ''i 2/3 degli aiuti globali'' e che ad Haiti, ad esempio, ''ha sostenuto il governo nella ricostruzione delle infrastrutture'', ha ricordato il commissario Ue.

La strada, però, è ancora lunga. ''Il coordinamento tra gli Stati membri sta migliorando ma dobbiamo fare di più e meglio'', ha evidenziato Piegalbs, secondo cui i settori in cui occorre investire sono ora ''l'agricoltura e l'energia sostenibile''. E, nel continente africano bisogna guardare alla Cina che ''nel 2009-10 ha fornito più prestiti della Banca Mondiale anche se dubito che gli investimenti'' di Pechino ''promuovano la crescita sostenibile''. L'obiettivo finale, ha concluso il commissario, ''non deve essere ridurre la povertà ma eliminarla'' e, anche per questo, ''se non riusciamo a mantenere l'impegno dello 0,7% del Pil entro il 2015 perderemo credibilità''.