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Tunisia. Mediatori culturali e operatori sociali per creare opportunità e alternative alla migrazione

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Nell'ambito del progetto “PINSEC - Giovani, donne e migranti: percorsi di inclusione sociale ed economica in Tunisia”, finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, il 2 maggio scorso il Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo e l'Unione Tunisina di Solidarietà Sociale hanno aperto i lavori dei primi due corsi di formazione.

 

Il primo mira alla formazione di operatori e mediatori linguistici interculturali; il secondo invece ha come obiettivo la formazione di animatori tra gli operatori sociali delle organizzazioni della società civile.

 

Lo scopo dei seminari di mediazione linguistica e interculturale è quello di aggiornare le competenze delle istituzioni e delle associazioni tunisine che si occupano di migrazione, facilitare l’inserimento dei migranti e dei migranti di ritorno nel tessuto sociale tunisino, rafforzare la rete tra le associazioni della società civile tunisina che si occupano di assistenza ai migranti e assistere i mediatori attraverso un percorso di accompagnamento, formazione e orientamento.

 

Ai corsi di formazione prenderanno parte organismi come l'Osservatorio nazionale sulla migrazione, l'Osservatorio nazionale della gioventù, l'Ufficio nazionale per l'occupazione e il lavoro indipendente e l'Ufficio tunisini all'estero. Inoltre saranno coinvolti nelle attività alcuni organismi internazionali tra cui l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCR) e l'Ufficio Francese per l'Immigrazione e l'Integrazione (OFII), insieme a organizzazioni internazionali come Terre d'Asile.

 

Il corso sarà guidato da esperti internazionali provenienti da Marocco, Italia, Iraq ed Egitto. In questo modo i partecipanti avranno l’occasione di venire a contatto con esperienze lavorative accumulate in diversi contesti e arricchire così il loro percorso formativo.

 

Il progetto PINSEC, frutto della collaborazione tra CIES e Agenzia - che lo ha finanziato con un contributo di circa un milione di euro - è stato ufficialmente inaugurato lo scorso febbraio e avrà una durata prevista di tre anni. L’iniziativa si pone degli obiettivi molto precisi: aiutare 200 ragazze e ragazzi tunisini e 100 migranti a trovare un lavoro, migliorare le competenze professionali di 30 operatori delle organizzazioni della società civile e di 10 dipendenti delle istituzioni locali che si occupano di migrazione e, infine, creare un centro, o hub, per fornire servizi di accoglienza, integrazione, inserimento professionale e mediazione linguistico-culturale.

 

Per l’Agenzia questo progetto riveste un’importanza particolare poiché non solo sarà complementare alle precedenti azioni intraprese nel settore dello sviluppo economico, ma toccherà la tematica della migrazione, entrata a far parte delle priorità della Cooperazione italiana in Tunisia con la firma del “Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il Governo italiano e il Governo tunisino per il periodo 2017-2020” firmato il 9 febbraio 2017.

 

Il progetto si inscrive dunque all’interno della più ampia strategia portata avanti dal governo italiano in accordo con il governo tunisino che mira al miglioramento delle condizioni socio-economiche del contesto tunisino per contenere la migrazione causata dalla povertà e dare la possibilità ai migranti di ritorno di contribuire allo sviluppo della Tunisia, generando investimenti e ricchezza nel lungo periodo.